A chiusura del mese mariano un’importantissima festa, quella della Visitazione, accende i cuori di tutti i cristiani, specie dei devoti alla Santissima Madre.
E’ una festa che ci unisce tutti, in quanto interessa sia Cristo che Maria.
“Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo.” (LC 1,40-41)
Maria, che aveva da poco ricevuto l’annuncio da parte dell’Angelo Gabriele, portava già con sè il Cristo, il quale, fin dal grembo, benedisse Giovanni, il suo precursore; Elisabetta, sentì se stessa rivestita della luce di Dio. Possiamo solo provare ad immaginare la splendida sensazione che provarono le due donne, una sensazione ancor maggiore di quella provata da una semplice madre, esse erano pervase dalla gioia eterna che solo Dio sa dare.
“A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?” (LC 1,43)
Elisabetta riconosce subito la santità di Maria e l’importanza di ciò che lei porta in grembo, infatti le rende subito grazie; è un passaggio commovente, qui Elisabetta percepisce la presenza di Dio.
Ma anche Maria si sente pervasa da qualcosa di più grande, la certezza dell’esistenza di Dio, di portarne in grembo il Figlio, quel Figlio già presente, di quell’onore di essere stata concepita senza peccato, di vivere una vita santa e Imacolata fin dal principio, poichè designata da Dio a portare nel suo grembo il Salvatore. E allora Maria esprime la sua gioia, glorificando Dio con le ben note parole del Magnificat.
Cosa ci insegna l’episodio della Visitazione. Ci insegna a saper riconoscere la presenza di Dio, ci fa comprendere quanto sia importante ringraziarlo sempre per la nostra vita e per quella dei nostri figli, ci avvicina all’immenso mistero di Cristo, che da più di 2000 anni ci guida attraverso la storia. Ci fa comprendere l’immensa importanza di Maria, l’immenso amore di Dio e l’amore che dovremmo anche noi esternare alla Santa Trinità e a Maria nostra Madre, così come quel giorno, Elisabetta prima, e Maria poi, fecero. Dobbiamo tendere alla ricerca di quella gioia pura e santa che solo il mistero di Dio può dare, oggi come allora!

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