Sant’Antonio di Padova
Sacerdote e Dottore della Chiesa
Nacque a Lisbona, in Portogallo, verso la fine del secolo XII. Accolto tra i canonici regolari di Sant’Agostino, poco dopo l’ordinazione Sacerdotale passò ai frati Minori per dedicarsi all’evangelizzazione dei popoli africani. Svolse il compito della predicazione con gran frutto in Francia ed in Italia e convertì molti eretici.
Fu il primo del suo Ordine ad insegnare teologia ai confratelli. Scrisse celebri omelie, ricche di profonda dottrina. Morì a Padova nel 1231
Per chi è solito recitare la liturgia delle ore, potete usare quella tratta dal Comune degli apostoli. Utilizzate l’orazione seguente
Orazione
Dio onnipotente ed eterno, che in Sant’Antonio di Padova hai dato al tuo popolo un insigne predicatore e un patrono dei poveri e dei sofferenti, fa’ che per sua intercessione seguiamo gli insegnamenti del vangelo e sperimentiamo nella prova il soccorso della sua misericordia. Per il nostro Signore…

Settembre 25, 2008 alle 1:39 am
Il 2 gennaio sono entrato per la prima volta nella Basilica di Sant’Antonio a Padova. Non sono un vero credente e non vado mai in chiesa: sono entrato con lo spirito di un turista, seppur quella chiesa sia stata nominata spesso in famiglia, dato che mia mamma è originaria di quelle parti; ero insomma curioso di entrarci pure io. Arrivato davanti la tomba del santo mi è successa una cosa molto strana, e forte; così strana e forte che la mia prima reazione è stata quella di scoppiare a ridere: sono stato investito da un fortissimo flusso di energia e benessere; ho sentito i miei organi rilassarsi e allo stesso tempo acquisire un’energia fortissima e positiva. Un’esperienza assolutamente fisica. La cosa meravigliosa è stata quella di rendermi conto di quanta energia possiamo contenere; a prescindere da cosa mi sia successo è questa la cosa importante per me.
Volevo sapere se è mai successo qualcosa di simile a qualcuno prima.
Grazie,
Stefano
Settembre 25, 2008 alle 11:31 am
Caro Stefano, dicendo che ci sono più cose che non conosciamo e non comprendiamo è forse una risposta banale, ma è su questo che voglio soffermarmi, dicendoti che è ciò che provo anche io quando entro in una chiesa.
Il benessere, la rilassatezza, la tranquillità, il silenzio, lo stare un pò con me stesso, e con colui al quale credo. E’ un’atmosfera tipica solo nei luoghi dello spirito, di fede, ci rendiamo conto di quanto siamo piccoli, eppure di quanto valiamo; Gesù ha scommesso molto su di noi, siamo piccoli ma davvero grandi tutti assieme in questo mondo infinito e fitto di misteri, eppure tutto si ferma nel silenzio, tutto dinnanzi a Dio sembra fermo, anche noi stessi ci rendiamo conto di quanto poco e molto siamo, delle nostre responsabilità.
Il mio consiglio è di portare sempre con te e a tutti la positività che hai provato, e di ricercare in te stesso parte di quella positività.
Spesso è chi non crede, chi è denigrato, chi è ultimo, chi non è mai entrato che ha la responsabilità maggiore, che viene scelto per portare la luce agli altri, anche da laico. E’ questo il bello di Dio, tutti abbiamo le stesse chance, ma chi è nessuno per gli altri diventa qualcuno per Dio.
Io sono un laico, ma sono fortemente credente, eppure grazie a un gruppo mariano sto sperimentando l’umiltà e l’essere l’infinitamente piccoli e ricchi di luce e rilassatezza. Il tuo sentimento lo provo ogni volta che compio apostolato, perchè l’apostolato è qualcosa di grande, immenso, fatto da gente piccola che porta in se una piccola candela e una speranza, è un gesto di amore, e quando l’amore, è un modo di imparare cose non scritte sui libri.
Ti auguro sempre ogni bene caro Stefano, che la gioia di quel momento costelli la tua strada, che Sant’Antonio da Padova ti porti in braccio nella gioia e nel dolore, verso la via dell’amore che è la necessità primaria in questo mondo indipendentemente da ciò a cui crediamo.
Settembre 26, 2008 alle 12:29 am
Ringrazio per la risposta, mi ha fatto davvero piacere. Certamente cerco di dare un pò di energia a chi incontro, perchè è energia quello che ho ricevuto, ed è qualcosa di Universale, che va al di là di ogni credo e religione. Voglio solo precisare, ma non per sminuire l’intervento (che appunto ho apprezzato moltissimo) che quello che ho provato è stata una sensazione fisica al 100%, qualcosa di veramente tangibile, non una “semplice” emozione (mi scuso per l’uso della parola “semplice”, in quanto sono convinto che le Emozioni siano la più grande ricchezza e forza che abbiamo). C’è davvero un Qualcosa di forte e penso che anche noi abbiamo dentro un potere immenso, molto più grande di quanto noi stessi crediamo, anche se spesso serve qualcuno che ce lo faccia scoprire, o che semplicemente ce lo ricordi. Grazie di cuore per le parole cordiali. Stefano
Settembre 26, 2008 alle 7:05 pm
Difatti non può che essere come dici tu, l’incontro con chi ci ha donato la vita è prima di tutto una forte sensazione fisica di eterno amore, di energia profonda, è una sensazione personale (ricordo che per esempio la maggior parte delle apparizioni mariane nel mondo e nella storia si distinguono per la variabilità in cui la madonna si presenta. A Guadalupe ad esempio imita in tutto e per tutto i costumi aztechi maya, e il modo di fare (i sudamericani sono dei chiacchieroni e infatti la madonna parla moltissimo) al contrario di Fatima ad esempio, o di Lourdes dove parla molto meno (ma si avvicina sempre al cuore del popolo al quale si presenta, imitandone tradizioni e costumi). Così anche i Santi, i quali spesso hanno un legame più “personale” o lo stesso Gesù, si rpesentano al cuore usando una chiave nota solo a te. E’ un dialogo continuo e personale, che ci ricorda chi siamo.
L’emozione che si prova è in effetti semplice, perchè il linguaggio del cuore è il più semplice per chi lo accoglie.
Sì caro Stefano, è vero, ci serve quelcuno che ci ricordi chi siamo, cosa siamo, chi serviamo. E in questa caotica società è difficilissimo sentire quella vocina, quel venticello che ci porta così per curiosità a conoscere, a scoprire, a varcare una soglia, a fare una scelta, aprovare una sensazione. E’ una voce sussurrata che viene da lontano, che a volte percepiamo ma alla quale nond iamo peso, ma certe altre, si impone, ci strattona, ci dice “guarda che non succede nulla se entri e mi parli come sai fare tu, a me va bene, e vedrai che andrà bene anche a te”.
Ricordati che avere un personale dialogo con Dio è importantissimo, bisognerebbe parlargli spesso da soli, nel silenzio di noi stessi, fa bene a noi e fa piacere a Lui. Poi certo bisogna arricchire il dialogo con belle esperienze, ma sono sicuro che questi passi piano piano te li suggerirà Coluic he ti ha “spinto” a entrare, non correre, vai con calma, Lui è lì da sempre e da sempre aspetta di abbracciarti, e come accade con l’amore non è immediato, ognuno ha i suoi tempi. Non temere le cose materiali, un cattivo sacerdote, un papa, loro passano, ma lui è Lì, le scritture, in particolare il Vangelo, la figura di Cristo, Lui è sempre lì da millenni al di la degli atatcchi alla Chiesa e ai suoi rappresentanti, Lui è lì che ci guarda e ci ama.
Il mio ringraziamento va a te per essere passato da queste pagine, trascurate da un pò per via di mille impegni che mi affliggono in questo periodo.
Sono contento che tu abbia apprezzato le poche frasi e parole che il mio cuore mi ha dettato.
Ti saluto come facevano i primi apostoli
Che la Pace sia con te!
Settembre 30, 2008 alle 4:37 pm
Grazie davvero. C’è così tanto bisogno di pace e di persone che facciano sentire importanti le singole persone e la loro Anima. Io ho abbandonato tutto perchè non sentivo altro che ripetere che bisogna soffrire, che non siamo niente e che Dio può fare di noi ciò che vuole, che in pratica siamo una comunità di pecore senza alcun valore, totalmente subordinata a qualcosa di più grande di noi e che il nostro destino è quello di peccare, soffrire e non capire mai nulla. Sono così stanco di entrare in posti dove senti ripetere queste cose e vedere appesi ai muri immagini di gente torturata, a ricordare continuamente che siamo un ammasso di inutili perdenti. Dio è sentro ogni singolo (e ripeto l’importanza della parola singolo) uomo, e per questo ogni singolo uomo è importante e merita rispetto, e personalmente ho imparato che solo la gioia di vivere dà buoni frutti, ed è così difficile da trovare a volte. C’è davvero tanto bisogno che qualcuno ci ricordi che siamo unici e importanti. Passerò di qui ancora, mi fa piacere chiacchierare di queste cose. Grazie di cuore ancora, lo dico con tutta la mia sincerità. Stefano
Settembre 30, 2008 alle 7:08 pm
Tristemente caro Stefano, ci sono molti che illustrano male il concetto della sofferenza.
Cristo ha sofferto per liberarci da ogni male, ma nel contempo ci ha anche insegnato come fare il bene.
La figura di Cristo è essenziale e va bene conosciuta, i vangeli la illustrano benisismo. Un uomo, con un grande dovere (figlio di Dio) e una grande missione (salvezza del mondo e delle anime), caritatevole, pronto ad ascoltare e a saper perdonare, ma duro con chi crede di fare il giusto (io seguo tutti i comandamenti. Bene sei disposto a rinunciare alle ricchezze e a seguirmi?) si può dire che Lui ce l’avesse con la gente clericale e bigotta, e molti di noi se lo dimenticano.
E’ vero anche che la Messa ricorda il sacrificio di Cristo, quindi è un momento di raccoglimento che riassume il senso del sacrificio (bisogna sacrificarsi, dare il tutto e per tutto per il bene, per fare il bene, per essere bene) è una missione che Dio ha dato a tutti, certo ha i suoi ministri che hanno una funzione, ma ha anche il suo popolo, il gregge che egli ama, quello costituito dagli ultimi.
E’ vero che chi soffre è più vicino a Dio e viene avvolto dalla sua grazia, io l’ho sperimentato nella gente anziana, dimenticata dalla famiglia, non è uno stato di abbandono, ma di elevazione. Rimane comunque un concetto che necessita di molta fede o molta semplicità per essere capito appieno,e ci si arriva col tempo.
Bisogna abbandonarsi all’amore travolgente di Dio, lui ama tutti noi, e ci ripaga per ciò di buono che abbiamo fatto, per quanto abbiamo investito i nostri “talenti” per quanto abbiamo fatto.
E’ vero in molto luoghi di culto ci sono tante immagini di santi morti torturati, sono tanti i martiri, morti per portare l’amore, una cosa semplice in realtà, al mondo, alla gente, ai singoli, il guaio è che stranamente non viene recepito.
Che cos’è l’amore caro Stefano? Chi ci può insegnare l’amore?
A tal proposito il papa ha scritto, credo nella sua prima enciclica, un bel capitolo sull’amore, Benedetto XVI è un ottimo teorico e teologo, magari non ha il carisma e le capacità di Giovanni Paolo II nel coinvolgere, ma ciò che scrive è molto bello e semplice.
Io ho trovato la risposta alla domanda che ti ho posto nei testimoni luminosi (alcuni santi) in Maria e nella Trinità, loro ci insegnano ad amare i nostri fratelli.
Mi fa piacere, sei credo uno dei pochi visitatori di queste pagine un pò trasandate e rimaste indietro, ma a me fa piacere discutere con te.
Stammi bene!
Gianfranco
Ottobre 1, 2008 alle 2:19 pm
Son consapevole ovviamente del “giusto” messaggio che viene dato in chiesa; ma che senso ha che una persona “forse” debba arrivarci da sola ribaltando quello che gli viene sbattuto in faccia (chiedo scusa per il linguaggio), quando si potrebbe direttamente insegnare nel modo giusto?
Capisco che nel medioevo la concezione era diversa, e probablmente era a tutto vantaggio di qualcuno intristire i credenti tenendoli a testa bassa, ma questo è completamente l’opposto dell’insegnamento di Gesù, e non posso immaginare che lo scopo di Dio sia mai stato quello di governare un enorme gregge di zombie inconsapevoli e remissivi. Non posso nemmeno concepire l’idea che Dio voglia che l’uomo non si ponga domande: è letteralmente inconcepibile. Ora non siamo più nel medioevo; la vita è dura, e se non si trova chiaramente gioia e speranza in quello in cui si crede e si prega, non credo che abbia nessun senso. Se la religione isegnasse la gioia e il rispetto del singolo e la consapevolezza di ciò credo che vivremmo tutti in un mondo migliore. Probabilmente se tutte le religioni facessero ciò non ci sarebbero più differenze e quindi avremmo tutti molto più rispetto gli uni degli altri. E’ una polemica un pò fine a se stessa, ma anche a due fa piacere parlarne. Cari saluti
Ottobre 1, 2008 alle 6:46 pm
Guarda, la religione cattolica non insegna a essere zombie e neanche impedisce di porsi domande, difatti tu ed io ce le poniamo, come è giusto che sia, inoltre la religione cattolica insegna l’amore.
Purtroppo non sempre chi insegna ha colto il senso del tutto, e questo purtroppo è un problema un pò personale fra il sacerdote (o lo scrittore) e nostro Signore.
Concordo con te che non siamo più nel medioevo, ma la chiesa degli uomini necessita di tempo per cogliere certe sfumatre importanti, ma ci vuole anche il sistema e il modo di fare. Mi spiego.
Milingo, lui era cardinale, e io condivido l’idea che i sacerdoti debbano potersi sposare, poichè comprenderebbero maggiormente cosa vuol dire famiglia e i problemi delle famiglie, dell’avere un figlio e della vita di coppia. Ora, lui era un cardinale, un uomo “potente” il quale, se non avesse alzato un muro e giocato di forza, forse avrebbe fatto fare progressi nella causa. Milingo aveva l’idea, ma ha usato il mezzo sbagliato.
È vero anche che molti sacerdoti diventano vescovi o cardinali senza mai aver fatto il parroco e questo è negativo, sbagliato, un uomo che deve guidare una diocesi, deve aver fatto il parroco, altrimenti nonc onosce i problemi del gestire, e dell’essere parroco.
Come vedi, ci sono molte cose che non vanno e potrebebro andare meglio, e io le condanno, perchè non dovrebbero essere così, ma la chiesa degli uomini può sbagliare, sbaglia e ha sbagliato, e noi cattolici e non, non dobbiamo soffermarci sul negativo della chiesa, perchè (parole di un ortodosso) noi cattolici abbiamo i mezzi e potremmo usarli meglio, come la carità, la nostra capacità di fare carità e i nostri mezzi ci vengono invidiati dalle altre chiese, e ciò è positivo.
Cerchiamo di guardare la positività, le cose buone, Gesù ci ama.
Facciamo il bene come sappiamo, dedicando quanto possiamo, partendo da noi, i singoli, fino a coinvolgere tutti gli altri.
Ognuno col suo poco può fare tantissimo, e non parlo di soldi ovviamente.
A me fa molto piacere parlare di queste cose con te.
Ti rinnovo i saluti e a presto!