Perle di saggezza – L’anima immortale

By gianfrancotaormina

Santa Messa in commemorazione dei fedeli defunti con i Parroci della Città

Genova, Cimitero di Staglieno,
2 novembre 2008

Cari Fratelli e Sorelle nel Signore!
La Commemorazione dei fedeli defunti ci sollecita, come ogni anno, a farci discepoli attenti e pensosi. I defunti, infatti, ci parlano della serietà della morte e della preziosità della vita terrena. Oggi, in modo particolare, se non di rado la morte è fatta spettacolo, per altro verso si propaga l’illusione dell’eterna giovinezza spingendo a utilizzare ogni via per apparire a se stessi, prima ancora che agli altri, giovani ed efficienti. L’uomo è desiderio di vita – ben lo sappiamo – mentre la morte si avvicina inesorabile. In questo grande Cimitero – dormitorio dei defunti, i grandi dormienti in attesa della risurrezione finale – vogliamo farci ascoltatori attenti.

Innanzitutto l’uomo non è solo il suo corpo, ma è il suo spirito. E’ questo un dato della fede, ma è anche un’esperienza alla portata di tutti. Una certa mentalità induce a usare gli altri anziché incontrarli come un mistero che merita rispetto e venerazione: usarli per esserne soddisfatti sul piano fisico o psicologico, per trarne dei vantaggi. Ciò può accadere non solo nel mondo del lavoro, ma anche in quello degli affetti dove la ricerca di sé e del proprio piacere può sempre insidiare i rapporti. Tutto, infatti, si può ridurre alla dimensione fisica e psicologica. Ma se si fa l’esperienza vera dell’amore e dell’amicizia, allora si comprende, vorrei dire si tocca con mano, che la persona amata è molto più grande di ciò che appare di lei, è una ricchezza che non si esaurisce mai, in nessuna delle sue espressioni: fisiche, emotive, intellettuali. Si giunge alla certezza che quel mondo così profondo e ricco che è ogni persona, che suscita in noi il meglio di noi stessi, che ci fa scoprire la nobiltà dell’anima, gli ideali più alti della dedizione e del sacrificio, ebbene quel mondo non può essere destinato al nulla, ma merita di rimanere per sempre. Non è forse questo il sentimento, l’intima convinzione che ci spinge ogni volta a venire alle tombe dei nostri cari dalle quali sentiamo promanare questo messaggio? Il messaggio che ogni uomo ha l’anima e questa è immortale, vive oltre la morte corporale, vive nel grembo eterno di Dio, grembo che è il nostro vero destino.

Se l’uomo vive senz’anima, senza la prospettiva dell’eternità, allora tutto si ripiega nell’angusto orizzonte della vita terrena, il presente diventa tutto per lui fino a diventare lui stesso. Ogni giorno del calendario che cade, è percepito come una diminuzione di sé, come un attentato alla sua sete di vivere, una possibilità in meno di soddisfazione e di godimento dei giorni contati che sono l’esistenza di ciascuno.
Cari amici, il tempo presente – come è successo in altre epoche della storia – vuole farci dimenticare l’anima, come se questa fosse una favola consolatoria per gente che è debole di fronte alla dura realtà della vita. Ma così non è: è la fede che ci dice questo, ma è anche l’esperienza universale. Sapere che l’uomo non è un grumo di materia condannato a disfarsi per sempre, ma è una scintilla dello spirito destinata all’eternità, cambia radicalmente la vita. Tutto si legge e si giudica diversamente, diventa relativo non al nostro piacere immediato, ma alla vita eterna alla quale siamo chiamati a prepararci con la preghiera e le opere buone.
Anche i rapporti cambiano, diventano più gratuiti nel segno della generosità senza interessi, nel segno del prendersi cura degli altri. La concezione stessa della società muta: non è il luogo dove solo arginare gli istinti perché il mondo sia vivibile, ma – ben di più – perché sia il luogo dove ognuno si senta a casa. Preghiamo per le anime dei defunti, specialmente per quelle per le quali nessuno prega. Esse pregano per noi, perché non dimentichiamo di curare le nostre anime.

Angelo Card. Bagnasco

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