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	<title>ICTYS il Blog Cattolico</title>
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	<description>Gesù Cristo Salvatore Figlio di Dio</description>
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		<title>ICTYS il Blog Cattolico</title>
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		<title>Auguri di Natale 2008 da ICTYS</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Dec 2008 18:12:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfrancotaormina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A tutti voi un sentito augurio di un Felice Natale nel Signore.
Possa questo giorno Santo lasciare nei cuori di tutti Amore, Gioia, Serenità, Pace, Trasparenza tutti i giorni della vita.
Solo Amando si è felici, solo nella gioia si è sereni, solo quando si è sereni si ha pace e solo la trasparenza e la verità [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ictys.wordpress.com&blog=3815702&post=107&subd=ictys&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>A tutti voi un sentito augurio di un Felice Natale nel Signore.</p>
<p>Possa questo giorno Santo lasciare nei cuori di tutti Amore, Gioia, Serenità, Pace, Trasparenza tutti i giorni della vita.</p>
<p>Solo Amando si è felici, solo nella gioia si è sereni, solo quando si è sereni si ha pace e solo la trasparenza e la verità possono lasciare questi doni immensi nei nostri cuori.</p>
<p>Ecco, il Bambino viene a dirci questo, Amore, il messaggio più alto che porta a cascata tutti quei doni Santi che ci rendono uomini e non bestie.</p>
<p>Affidiamo i tormenti e le sofferenze a Maria e al Signore cosicchè diventino seme che porta buoni frutti.<br />
Affidiamo il nostro cuore a Dio Padre e allo Spirito Santo di modo che possano plasmarlo per farci accogliere il Cristo che viene per redimerci dal Peccato e condurci alla Vita Eterna.</p>
<p>Con l&#8217;augurio di vivere Cristo, Via, Verità e Vita nel cuore e in tutti i giorni della nostra vita, allego un saluto a tutta la rete e un bel brano del Nostro Amatissimo Cardinale Angelo Bagnasco.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-108" title="5384664508304ee12d2f" src="http://ictys.files.wordpress.com/2008/12/5384664508304ee12d2f.jpg?w=268&#038;h=300" alt="5384664508304ee12d2f" width="268" height="300" /></p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;"><strong>La bellezza della fede in Gesù, figlio di Maria</strong></p>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:right;">Genova, Santuario di N.S. della Guardia,<br />
29 agosto 2007</p>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;">Carissimi!</p>
<p>1. Il giorno volge al suo termine: giorno di preghiera e di festa. Il tempo fugge veloce, ma nell&#8217;anima resta quanto abbiamo vissuto nella cara solennità della Madonna della Guardia.<br />
L&#8217;ora della sera, nello svolgersi della vita, è l&#8217;ora dolce della giornata, il momento in cui i tumulti e gli impegni del lavoro si smorzano, tutto entra in quella quiete vespertina che precede il riposo. E&#8217; l&#8217;ora del raccoglimento e dei ricordi, del rientro in noi stessi e spesso della verità di ciò che abbiamo vissuto durante il giorno. Oggi sentiamo che in fondo all&#8217;anima ha preso dimora una pace forse già nota ma certamente rinnovata, la pace soffusa e mite, ma insieme robusta e profonda, che viene dalla fede e dalla preghiera.<br />
Abbiamo iniziato con la novena preparatoria, che è continuata nella salita orante di ieri sera: una vigilia di fatica e d&#8217;amore, sostenuta dalla preghiera nell&#8217;attesa dell&#8217;incontro con la Santa Vergine e con Gesù, nostra speranza e nostra pace. Abbiamo compreso che pregare è vegliare in attesa della luce. E la luce è venuta, è continuata oggi, continuerà domani. Si tratta della calda luce della fede. Quella fede che risplende in Maria la quale, nella casa di Nazaret, riceve l&#8217;annunzio del celeste messaggero: annuncio che l&#8217;avvolge come un grande e inafferrabile mistero. Ma la Vergine non arretra. E&#8217; colta dal turbamento che nasce dal sapersi di fronte a qualcosa di maestoso e di arcano, ma non fugge: al contrario avanza verso l&#8217;abisso di luce che le è davanti e naufraga in esso. &#8220;Fiat&#8221;, &#8220;sia fatto di me secondo la tua parola&#8221;: è il suo atto di fede, è il suo abbandonarsi fiducioso a Dio. Da questo consegnarsi spunta il Germoglio di Iesse, nasce la Salvezza, Gesù benedetto.</p>
<p>2. Amici carissimi, com&#8217;è bella la fede! Essa non è un insieme di buoni sentimenti: è molto di più! Non è un codice di onestà: è molto di più! Non è un&#8217;ideologia: è molto di più!&#8230; E&#8217; credere che Dio è Qualcuno e che quindi tocca l&#8217;intero orizzonte della nostra esistenza. E&#8217;lasciarci abbagliare dalla luce così da accettare l&#8217;oscurità. E&#8217; lasciarci trovare da Dio. E&#8217; credere che lo si può amare come si ama una persona. E&#8217; vivere ogni momento riferiti a Gesù, crocifisso e risorto: egli il Figlio del Dio vivente; è il suo volto; è il Maestro dell&#8217;umanità, il Redentore; è il centro della storia e del mondo; è Colui che ci conosce e ci ama; Egli è l&#8217;amico che accompagna i nostri passi e ci conduce all&#8217;eternità; Colui che un giorno sarà il nostro Giudice e, lo speriamo, la nostra eterna felicità; è Colui che libera il mondo dalla schiavitù del peccato, che dà al mondo il senso della sua pena; che rivela che la morte, pur rimanendo atroce, non è assurda&#8230;Non finiremmo mai di parlare di Lui: Egli è il Pane, la Sorgente d&#8217;acqua viva per la nostra debolezza. Gesù Cristo!<br />
Egli ci ha mostrato che l&#8217;amore non è qualcosa che brilla, ma è qualcosa che consuma; che consuma fino alla croce, ma fa di ogni più piccola azione un avvenimento immenso, nel quale ci viene dato il Paradiso e nel quale possiamo dare il Paradiso. Gesù Cristo, il desiderio delle nostre anime, l&#8217;atteso dei nostri cuori, l&#8217;invocazione delle nostre preghiere. Chi mai potrà donarcelo? Chi meglio di Lei, la Santa Vergine, la grande Madre?</p>
<p>&#8220;A Te ricorriamo noi esuli figli di Eva&#8221;: dove andare lontano da Te? Dove curare le ferite dell&#8217;anima, gli urti del tempo? Dove trovare riparo e conforto se non in Te Maria che ci porti a Gesù, che ci porti Gesù? Donaci, Santa Vergine, il dono delle lacrime: di poter piangere come l&#8217;apostolo Pietro ogni volta che ci allontaniamo da Cristo con i nostri peccati. Con Te vicina il pianto sarà sincero, sarà come il gemito del bimbo che viene alla luce, alla luce che è Cristo. E sarà ancora una volta vita nuova, festa nella terra del nostro cuore e festa in cielo. Grazie o Maria perché ci doni Gesù, il Figlio tuo, il nostro Salvatore, l&#8217;unico che legge fino in fondo i nostri cuori, che non cessa di aver fiducia in noi, che non tradisce, che ci è veramente Amico, che è il nostro Destino.</p>
<p align="right"><span style="font-size:x-small;"><strong>Angelo Card. Bagnasco</strong></span></p>
<p align="right">
<p style="text-align:center;"><strong>Auguri di Natale 2008</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Mi è caro cogliere questa opportunità, che mi viene data, per rivolgere all&#8217;intera Diocesi, ed alla amata città di Genova, il mio più sentito augurio di Santo Natale. E&#8217; un augurio, certamente non convenzionale, che nasce dal mio cuore di Padre e di Pastore di questa amata Diocesi e Città.</em></p>
<p><em>Arrivi a tutte le comunità cristiane, ai miei sacerdoti, ai religiosi ed alle religiose e, in modo particolare alle famiglie, ai bambini, ai malati, a coloro che, specialmente in questi giorni di festività, purtroppo, sentiranno maggiormente il peso della solitudine e anche di ristrettezze economiche aggiunte. Il mio pensiero va anche, in modo specialissimo, a quegli strati della nostra società che risentiranno maggiormente del peso e dei limiti di questo momento di crisi economica.</em></p>
<p><em>Sarà quindi un Natale più ristretto, da questo punto di vista, come è ben noto a tutti, ma proprio per questo penso, e mi auguro, che sia un Natale più ricco di bontà, perché più attento a chi, vicino a noi, ha più bisogno di noi, di un intervento, di una parola, di un gesto di attenzione, di amore, di comprensione, di presenza e che tutto questo possa tradursi in un Natale più bello.</em></p>
<p><em>Auguro a tutti questo Natale più generoso perché soltanto la generosità che ci viene da Dio, in Cristo Gesù, può sostenere la nostra generosità fraterna e quindi riempire il Natale, le festività natalizie ed il nuovo anno, di una serenità e di una pace più profonda.</em></p>
<p><em>Auguri a tutti. Grazie</em>.<br />
<big><br />
</big></p>
<p align="right"><span style="font-size:x-small;"><strong>Angelo Card. Bagnasco</strong></span></p>
<p align="right">
<p style="text-align:center;"><span style="font-size:x-small;"><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-109" title="1903" src="http://ictys.files.wordpress.com/2008/12/1903.jpg?w=450&#038;h=459" alt="1903" width="450" height="459" /><br />
</strong></span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="font-size:x-small;"><strong><br />
</strong></span></p>
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		<title>Perle di Saggezza &#8211; Lasciatevi riconciliare da Cristo</title>
		<link>http://ictys.wordpress.com/2008/12/12/perle-di-saggezza-lasciatevi-riconciliare-da-cristo/</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Dec 2008 18:07:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfrancotaormina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lourdes, Basilica Inferiore di San Pio X,
25 settembre 2007

Carissimi fratelli e sorelle nel Signore, cari pellegrini dell&#8217;UNITALSI!
A nome mio e di tutti i Vescovi d&#8217;Italia vi saluto con le parole dell&#8217;Apostolo Paolo: &#8220;Rallegratevi nel Signore, sempre: ve lo ripeto ancora, rallegratevi&#8230;Il Signore è vicino&#8221; (Fil 4,4). Sì, in questo luogo benedetto dalla particolarissima presenza della [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ictys.wordpress.com&blog=3815702&post=96&subd=ictys&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:right;">Lourdes, Basilica Inferiore di San Pio X,<br />
25 settembre 2007</p>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;">Carissimi fratelli e sorelle nel Signore, cari pellegrini dell&#8217;UNITALSI!<br />
A nome mio e di tutti i Vescovi d&#8217;Italia vi saluto con le parole dell&#8217;Apostolo Paolo: &#8220;Rallegratevi nel Signore, sempre: ve lo ripeto ancora, rallegratevi&#8230;Il Signore è vicino&#8221; (Fil 4,4). Sì, in questo luogo benedetto dalla particolarissima presenza della Santa Vergine, nel volto dei nostri malati e di quanti li accompagnano, noi vediamo la vicinanza del Signore, scorgiamo il suo volto di luce, tocchiamo – come l&#8217;emoroissa del Vangelo – il lembo del suo mantello. E ci sentiamo custoditi dal suo amore!</p>
<p>1. Ancora una volta siamo giunti a Lourdes, la terra di Maria, per portare noi stessi ai piedi della piccola grotta che idealmente si allarga come due grandi braccia, fino ad avvolgere il mondo. Siamo giunti da ogni parte d&#8217;Italia rispondendo all&#8217;invito di Colei che è Madre di Cristo e Madre nostra, col desiderio di consegnare a Lei, al suo cuore immacolato, le intenzioni più profonde del nostro cuore, le speranze e le pene della vita, le persone che abitano la casa del nostro affetto; siamo qui per affidare a Lei l&#8217;umanità dolente.</p>
<p>Ma siamo qui non solo per fare qualcosa – portare alla Santa Vergine il vissuto dell&#8217;anima e dei giorni &#8211; ma anche e soprattutto per lasciarci fare da Lei, dal suo materno invito alla conversione del cuore e della vita. Ella opera in noi attraverso la parola di Gesù benedetto, la parola che è risuonata in questa Basilica; parola che è salvezza e speranza. Vogliamo ora meditarla? Vogliamo farci docili e disponibili al suo richiamo? Vogliamo esporci alla sua luce che risplende affascinante, illumina i segreti dei nostri cuori e sana le ferite? Certamente! Lo desideriamo tutti, anche se forse un senso di trepidazione ci coglie perché sappiamo che la Parola di Gesù è sempre impegnativa, ci spinge verso l&#8217;alto, verso l&#8217;infinito, verso la libertà; ci spinge a rompere i nostri piccoli calcoli, ad uscire allo scoperto, alla luce dove gli occhi si riempiono di sole.</p>
<p>2. L&#8217;evangelista Luca narra di Gesù invitato in casa da un fariseo: lì è raggiunto da una donna peccatrice che entra nella stanza del convito alla ricerca del Maestro. Vogliamo cogliere alcuni aspetti della scena evangelica, aspetti che illuminano il grande mistero della misericordia di Dio.<br />
Il fariseo invita Gesù nella sua casa ma non si coinvolge con lui, non gli offre i piccoli gesti dell&#8217;accoglienza e dell&#8217;amicizia. La donna peccatrice, invece, non teme di sfidare l&#8217;opinione e il rifiuto della gente. Offre a Cristo, ai piedi di Cristo, quanto il fariseo ha rifiutato: il bacio, il profumo, l&#8217;acqua delle sue lacrime di pentimento e di dolore. Per questo dal cuore del Maestro nasce la misericordia e il perdono: &#8220;ti sono perdonati i tuoi peccati&#8230;La tua fede ti ha salvata. Vai in pace&#8221;. I peccati sono chiamati peccati, la loro realtà rimane in tutta la loro consistenza ombrosa e traditrice, ma alla fine entra la luce che redime. E&#8217; dunque a questo che siamo chiamati oggi: a fare verità dentro di noi, a non aver paura dei nostri peccati se con umiltà li riconosciamo davanti a Cristo e alla Chiesa. Quale grande mistero quello dell&#8217;amore di Dio che si è fatto misericordia e perdono, che si è fatto per noi fiducia e speranza, che ci restituisce alla nostra dignità di figli! Non è forse questo il volto di Dio? Questo volto divino ci è dato di incontrarlo guardando la bellezza di Gesù: è Lui stesso, il Figlio di Maria, il dono della misericordia e del perdono. E&#8217; Gesù a volere che la Chiesa sia in mezzo agli uomini il &#8220;sacramento&#8221; del suo amore compassionevole e misericordioso, ossia il segno che &#8220;dice&#8221; e il luogo che &#8220;dona&#8221; quest&#8217;amore.</p>
<p>3. Cari amici, viviamo un&#8217;ora in cui regna la confusione veritativa, e sembra che non esista più il confine tra il bene e il male. Pare che ognuno debba essere criterio morale a se stesso; che ogni desiderio soggettivo debba essere riconosciuto da tutti come un diritto. In questo contesto, il peccato non solo si sfuma, ma perde inevitabilmente di senso. Dobbiamo ricordare che il potere di decidere del bene e del male non appartiene all&#8217;uomo, ma a Dio solo, perché solo Dio è la pienezza del bene e della verità. Solo il riconoscimento di questa distinzione può garantire la moralità dei singoli e della società. Quando subentra l&#8217;eclisse di tale distinzione l&#8217;uomo vive l&#8217;esperienza non della libertà ma dello smarrimento. E senza moralità la vita umana diventa non una convivenza fraterna, ma una giungla dove vige la legge della forza e della furbizia.</p>
<p>Cari fratelli, lasciamoci riconciliare da Cristo, nostra pace. Chiediamo a Lui, nel grembo della Chiesa, il perdono. Facciamo verità in noi stessi esponendoci alla liberante luce di Gesù &#8220;via, verità e vita&#8221;. La sua è una verità esigente ed alta, sfida le nostre debolezze, misura la nostra povertà, ma ci libera, rigenera la speranza, ci dona la gioia. Apriamo le porte del nostro cuore all&#8217;amore misericordioso di Dio. Le pene resteranno tali, ma il loro senso sarà più luminoso; le gioie saranno più profonde; il servizio più vero e gratuito; le nostre responsabilità più feconde di bene. La vita intera – pellegrinaggio dalla terra al cielo – sarà piena di eternità, e i nostri volti trasfigurati perché lasceranno trasparire lo sguardo e la benevolenza di Cristo.</p>
<p align="right"><span style="font-size:x-small;"><strong>Angelo Card. Bagnasco</strong></span></p>
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		<item>
		<title>Salmo 114</title>
		<link>http://ictys.wordpress.com/2008/11/23/salmo-114/</link>
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		<pubDate>Sat, 22 Nov 2008 23:06:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfrancotaormina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salmi]]></category>
		<category><![CDATA[114]]></category>
		<category><![CDATA[Salmo]]></category>

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		<description><![CDATA[Amo il Signore perchè ascolta*
il grido della mia preghiera.
Verso di me ha teso l&#8217;orecchio*
nel giorno in cui lo invocavo.
Mi stringevano funi di morte,*
ero preso nei lacci degli inferi.
Mi opprimevano tristezza e angoscia +
e ho invocato il nome del Signore;*
&#60;&#60;Ti prego, Signore, salvami&#62;&#62;.
Buono e giusto è il Signore,*
il nostro Dio è misericordioso.
Il Signore protegge gli umili:*
ero [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ictys.wordpress.com&blog=3815702&post=100&subd=ictys&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Amo il Signore perchè ascolta*<br />
il grido della mia preghiera.<br />
Verso di me ha teso l&#8217;orecchio*<br />
nel giorno in cui lo invocavo.</p>
<p>Mi stringevano funi di morte,*<br />
ero preso nei lacci degli inferi.</p>
<p>Mi opprimevano tristezza e angoscia +<br />
e ho invocato il nome del Signore;*<br />
&lt;&lt;Ti prego, Signore, salvami&gt;&gt;.</p>
<p>Buono e giusto è il Signore,*<br />
il nostro Dio è misericordioso.<br />
Il Signore protegge gli umili:*<br />
ero misero ed egli mi ha salvato.</p>
<p>Ritorna, anima mia, alla tua pace,*<br />
poichè il Signore ti ha beneficato;</p>
<p>egli mi ha sottratto dalla morte, +<br />
ha liberato i miei occhi dalle lacrime,*<br />
ha preservato i miei piedi dalla caduta.</p>
<p>Camminerò alla presenza del Signore*<br />
sulla terra dei viventi.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-102" title="1277" src="http://ictys.files.wordpress.com/2008/11/1277.jpg?w=449&#038;h=337" alt="1277" width="449" height="337" /></p>
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		<title>Testimoni Luminosi &#8211; Itala Mela</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Nov 2008 22:51:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfrancotaormina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Diocesi di La Spezia,-Sarzana-Brugnato, Cattedrale
3 maggio 2007

[...]

2. Itala Mela: cenni di vita
 
Ma questa solenne Eucaristia ricorda altresì la figura di una nobile figlia di questa terra, Itala Mela, nel cinquantesimo della sua morte. Il vangelo odierno ci aiuta a inquadrare la vicenda di quest&#8217;anima. Ce ne offre la chiave interpretativa. Ella infatti – come [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ictys.wordpress.com&blog=3815702&post=91&subd=ictys&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal" style="text-align:right;margin:0;">Diocesi di La Spezia,-Sarzana-Brugnato, Cattedrale<br />
3 maggio 2007</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">[...]</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">2. <strong>Itala Mela: cenni di vita</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Ma questa solenne Eucaristia ricorda altresì la figura di una <strong><em>nobile figlia di questa terra</em></strong>, Itala Mela, nel cinquantesimo della sua morte. Il vangelo odierno ci aiuta a inquadrare la vicenda di quest&#8217;anima. Ce ne offre la chiave interpretativa. Ella infatti – come l&#8217;apostolo Pietro a Cesarea di Filippo – ha risposto alla domanda di Cristo: &#8220;Voi chi dite che io sia?&#8221;. La decisiva interrogazione è rivolta a tutti, ma la risposta non può essere che personale. Pietro risponde a nome suo e per i suoi compagni, e da quel momento ognuno dovrà misurarsi con le sue parole: &#8220;Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente&#8221;.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Cari amici, le parole di Pietro non sono una risposta giusta ad una domanda difficile, quasi una formula accademica, ma sono una professione di fede. Ed è tale non solo perché risponde alla verità di Gesù, ma anche perché coinvolge la vita di Pietro come di ogni vero credente. Mentre l&#8217;Apostolo pronuncia quelle parole che esprimono la verità di Cristo, egli consegna se stesso e gli affida l&#8217;intera vita. L&#8217;Apostolo dovrà compiere un percorso interiore per giungere alla piena conversione e arrendersi a Gesù; ma ci arriverà guidato da Cristo stesso.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">La vicenda di Itala Mela fa eco alla <strong><em>vicenda di Pietro</em></strong>. Importante, innanzitutto, è ricordare il cammino interiore che compie per approdare alla fede. Percossa dal dolore della morte del fratellino – di fronte quindi al problema del male e della sofferenza – la giovanissima Itala nega la sua adesione ad ogni tipo di fede: &#8220;Dopo la morte il nulla&#8221;. Ma il tormento interiore l&#8217;accompagna e, con rara onestà, invoca Dio perché si manifesti nella sua esistenza: &#8220;Signore, se ci sei fatti conoscere!&#8221;. Come già si dimostra acuta la sua intelligenza e onesta la sua anima! Noi, che abbiamo l&#8217;inestimabile &#8220;fortuna&#8221; della fede, chiediamo mai che l&#8217;aumenti con la sua luce di grazia? Una fede più grande è responsabilità nostra ma anche dono dall&#8217;Alto: essa è sorgente della santità. E lei, dopo mesi di dubbio, approda: &#8220;Signore, ti seguirò nelle tenebre a costo di morire&#8221;. E così sarà. Cari fratelli e sorelle, tutti siamo chiamati alla santità che è configurazione a Cristo: chiediamoci questa sera se il desiderio della santità è nel nostro cuore, se è vivo e ardente, se ispira il nostro modo di pensare, di amare, di agire. Come non ricordare la commovente affermazione di Charles Peguy? &#8220;C&#8217;è una sola cosa sola veramente triste, quella di non essere santi&#8221;.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">La <strong><em>conversione di Itala Mela</em></strong> ben presto si qualifica in un modo singolare, come spesso accade nella storia delle anime. Nel 1928 sente di essere &#8220;trafitta&#8221; – possiamo dire così – dalla &#8220;inabitazione trinitaria&#8221;. Si trattò di un&#8217;esperienza interiore profonda accompagnata da invisibili parole: &#8220;Tu la farai conoscere&#8221;. A questa missione ella si dedicò con un voto speciale e si offrì perché questo mistero venisse conosciuto. E così fu: non solo attraverso i fecondi scritti, ma soprattutto grazie alla sua esistenza.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">A voi, cari amici, certamente è nota l&#8217;esperienza mistica di Itala Mela e la spiritualità che ne consegue. Permettete che, in questo solenne Celebrazione, ne metta in rilievo alcuni aspetti essenziali.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">5<strong><em>. </em>Il mistero dell&#8217;Inabitazione Trinitaria</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">- &#8220;Vivere l&#8217;inabitazione –ella scrive – è <strong><em>vivere il proprio</em></strong> <strong><em>battesimo&#8221;</em></strong>. E&#8217;, potremmo dire noi, sperimentare la verità e la bellezza delle parole di Gesù: &#8220;verremo e prenderemo dimora in lui&#8221;. La Trinità stessa viene nell&#8217;anima battezzata e ne prende amoroso possesso. Sta qui l&#8217;inizio e il fondamento della vita cristiana, dell&#8217;ascesi e della santità.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">- Vivere il mistero dell&#8217;inabitazione trinitaria è dunque <strong><em>vivere la presenza di Dio</em></strong>, che è Amore nell&#8217;anima del battezzato. Non possiamo non domandarci se e quanto noi viviamo davanti a Dio, alla sua presenza, sotto il suo sguardo d&#8217;amore; o se viviamo davanti ad altre &#8220;presenze&#8221; che occupano e preoccupano la mente e il cuore, spesso inutilmente, a volte in modo dannoso.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">- Vivere il mistero dell&#8217;inabitazione è <strong><em>lasciarsi prendere dal Dio Comunione</em></strong>: Padre – Figlio – Spirito Santo. Non c&#8217;è vita cristiana, né tanto meno santità, senza comunione di rapporti, senza la dimensione vitale della comunità nella sue diverse forme, dalla famiglia, alla società, alla Chiesa. Anche su questo versante, dobbiamo interrogarci sulla effettiva nostra capacità di costruire ostinatamente la comunione, innanzitutto quella ecclesiale, fatta di fede, di benevolenza, di perdono, di spirito di sacrificio, di grande speranza. Una comunità che, prima che il nostro quotidiano sforzo di abnegazione e di tenace perseveranza, richiede la nostra fede per scorgere negli fratelli il volto stesso della Trinità.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">- Vivere il mistero dell&#8217;inabitazione per Itala Mela era anche vivere sulla strada ritirata <strong><em>nell&#8217;eremo interiore dell&#8217;amore di Dio</em></strong>. Ella era ben cosciente che per vivere fino in fondo il battesimo è necessario un processo di spogliazione dai propri egoismi; spogliazione che a volte può apparire martirio, tanto radicate sono le nostre personali oscurità. Era convinta che la dimensione martiriale è costitutiva di una fede non edulcorata. Il cristiano è discepolo di Cristo, il grande Martire e Salvatore, e il discepolo non può essere diverso dal Maestro. Itala intuiva che il suo martirio si sarebbe consumato non in modo pubblico ed evidente, ma nascosto: &#8220;Il martirio sofferto lungi da ogni occhio umano non è meno glorioso di quello subito in mezzo alla folla; anche se gli uomini lo ignoreranno, Dio vedrà il sacrificio e lo premierà&#8221; (<em>ms. 41, 197</em>).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">La vita ordinaria sarà l&#8217;eremo, il deserto, la cella, la clausura sognata da quest&#8217;anima assetata di Dio. E il richiamo alla semplice ferialità diventa per noi un incoraggiamento a vivere il quotidiano con generosità e fiducia, sapendo che nelle pieghe della vita ordinaria, la più semplice e ripetitiva, si nasconde il volto e il cuore del Dio trinitario.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">6. <strong>L&#8217;amore alle anime </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Arriverà presto l&#8217;urto della malattia e con essa le incomprensioni degli altri, i disagi economici, le sofferenze morali e i dolori fisici. Ma vincerà sempre lo sguardo della fede: Itala vedrà le sue progressive sofferenze alla luce di Gesù crocifisso, abbandonato nel grembo del Padre nell&#8217;abbraccio dello Spirito Santo. In questa icona – che tanto ha ispirato anche l&#8217;iconografia cristiana – lei vedeva illuminato e fecondo il suo dolore: &#8220;Tanto soffrire per lui, purché io sia canale, sia pur povero, attraverso cui la grazia e l&#8217;amore si riversino nelle anime!&#8221; (<em>Ms. 8,30</em>); &#8220;Il dolore di una piccola anima diventa ancora il dolore di Cristo, del Verbo umanato, e si trasforma in sorgente di grazia&#8221; (<em>Ascesi, 116</em>).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Di fronte alle croci non troviamo un&#8217;anima senza paure e turbamenti – la sentiremmo così lontana dalla nostra realtà! – ma un&#8217;umanità semplice ed esposta come tutti: &#8220;Sono contenta di sentire così, di non essere né spartana né indifferente, ma di essere una piccola anima che trema dinanzi alla povertà, alle incertezze, alle umiliazioni, legate a un mutamento di posizione sociale. Faccia il Signore che io acquisti il senso divino della mia nuova vita ed ami, come un grande dono, il buio dell&#8217;avvenire, l&#8217;oscurità della vita materiale, la croce&#8221; <em>(Ms. 18,140</em>&#8230;).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Ci aiuta – per accogliere il dono di questa piccola grande anima – una affermazione che rivela l&#8217;incanto dell&#8217;orizzonte che Itala contemplava come in una salita in montagna, e ci fa assaporare l&#8217;aria luminosa e fine che ossigena i polmoni dello spirito: &#8220;&#8221;L&#8217;anima che ha fatto dell&#8217;inabitazione il centro della sua vita, ottiene a mille altre anime la grazia suprema: il possesso e l&#8217;intimità col Padre, col Figlio e con lo Spirito Santo. Per questo il dolore si trasforma nella lode ed è una espressione della <strong><em>&#8220;laus perennis</em></strong>&#8221; che risuona in seno a Dio. Esso non interrompe, ma perfeziona il canto dell&#8217;anima che, perdendosi nella Trinità Santissima, ha trasformato la sua vita in una perenne liturgia eucaristica: Eucaristia significa, ricordiamolo, rendimento di grazie&#8221; <em>(Ascesi 116</em>).</span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p align="right"><span style="font-size:x-small;"><strong>Angelo Card. Bagnasco</strong></span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="font-size:x-small;"><strong><img class="size-full wp-image-92 aligncenter" title="italamela" src="http://ictys.files.wordpress.com/2008/11/italamela.jpg?w=280&#038;h=371" alt="italamela" width="280" height="371" /><br />
</strong></span></p>
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		<title>Perle di Saggezza &#8211; Chiamati a vivere nello Spirito</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Nov 2008 22:21:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfrancotaormina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sydney, XXIII  Giornata Mondiale della Gioventù,
16 luglio 2008
Cari giovani!
Abbiamo la grazia di vivere queste giornate di preghiera, di riflessione, e di gioiosa fraternità in attesa di incontrare il Santo Padre Benedetto XVI. Ci siamo preparati alla Giornata Mondiale della Gioventù con l&#8217;Agorà di Loreto che vibra ancora nei nostri cuori: la persona e la [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ictys.wordpress.com&blog=3815702&post=83&subd=ictys&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:right;">Sydney, XXIII  Giornata Mondiale della Gioventù,<br />
16 luglio 2008</p>
<p>Cari giovani!<br />
Abbiamo la grazia di vivere queste giornate di preghiera, di riflessione, e di gioiosa fraternità in attesa di incontrare il Santo Padre Benedetto XVI. Ci siamo preparati alla Giornata Mondiale della Gioventù con l&#8217;Agorà di Loreto che vibra ancora nei nostri cuori: la persona e la parola del Papa, l&#8217;incontro festoso di cinquecentomila giovani provenienti da tutta Italia, l&#8217;esperienza notturna delle Fontane di Luce, la visita alla Casa della Santa Vergine, sono non solo memoria, ma patrimonio di vita e di fede che in questi giorni si rinnova e si arricchisce a contatto con la Chiesa giovane nel mondo dei giovani. La fatica inevitabile, il lungo viaggio, i ritmi intensi non ci scoraggiano, anzi diventano ricchezza perché questa esperienza entri meglio nella carne e nell&#8217;anima di ciascuno e resti scolpita per sempre; perché la straordinaria esperienza diventi vita quotidiana nelle vostre famiglie, nei luoghi di studio e di lavoro, nei gruppi, nelle comunità parrocchiali, nelle vostre Diocesi. Tutto, se offerto a Dio per fede e con amore, diventa tesoro fecondo di frutti spirituali.</p>
<p>Siamo qui, in questa prima catechesi, per riflettere sul tema indicato: Chiamati a vivere nello Spirito Santo: &#8220;Se pertanto viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito&#8221; (Gal 5,25).</p>
<p>1. Premessa</p>
<p>Vorrei partire da una premessa citando due Autori che hanno vissuto a distanza di secoli.<br />
Sant&#8217;Agostino ci invita: &#8220;Non uscire da te; rientra in te; nell&#8217;uomo interiore abita la verità&#8221;. La sua esperienza potrebbe – poco o tanto – essere la nostra: &#8220;Tardi ti ho amato, bellezza antica e tanto nuova, tardi ti ho amato. Ed ecco che tu stavi dentro di me e io ero fuori e là ti cercavo. Io, brutto, mi avventavo sulle cose belle da te create. Eri con me ed io non ero con te. Mi tenevano lontano da te quelle creature che, se non esistessero in te, neppure avrebbero esistenza&#8221; (Confessioni, libro X, 27).<br />
Ma per rientrare in noi stessi, per arrivare al centro senza perderci nei labirinti, è necessario il silenzio e quindi la buona solitudine. E&#8217; un altro grande che ci parla, Romano Guardini: &#8220;C&#8217;è in te un silenzio che si ascolta con l&#8217;anima. In questo silenzio l&#8217;ospite riposa, l&#8217;anima si risana&#8221; (Lettere sull&#8217;autoformazione). E&#8217; questo silenzio buono che vogliamo ritagliarci anche in questi giorni di incontro e di festa: sembrerebbe impossibile, ma così non è se lo vogliamo. Ritornati alle nostre case, sarà ancora più facile da un certo punto di vista, ma potrebbe essere più difficile per la sequenza delle cose ordinarie che ci incalzano, e che ci sembrano avere sempre la precedenza sui momenti di silenziosa solitudine. E&#8217; il silenzio dei santi e dei profeti che entrano nella cella segreta dell&#8217;anima e incontrano se stessi nel mistero di Dio, fanno ordine nei sentimenti, riconoscono i propri errori. Qui gli accadimenti trovano la loro misura, il dolore diventa maestro di vita, le gioie si distinguono tra vere e false, le aspirazioni si rivelano ragionevoli oppure sproporzionate, le gioie si manifestano come doni e segnali verso la vera Meta.</p>
<p>2. La vita secondo lo Spirito</p>
<p>Il cristiano del futuro sarà un mistico o non sarà. Lo specifico della vita cristiana, infatti, non è avere buoni sentimenti e neppure un codice di comportamento, ma la vita della grazia. La fede cristiana è conoscere Dio perché lo si incontra; è sapere che Dio è Qualcuno; non fare alcune cose, ma vivere riferiti, ricongiunti a Lui; è intuire che noi esistiamo perché Dio vive; è esserne affascinati, ghermiti, posseduti. Il cristiano è colui che sente l&#8217;attrattiva di Gesù che rivela il volto di Dio e di questo fascino vive nonostante fatiche e cadute: &#8220;Il tuo amore mi ha ferito, io cammino cantando te&#8221; (San Giovanni Climaco). Suonano ardite, ma straordinariamente vere le parole di grandi Santi: &#8220;L&#8217;uomo ha ricevuto l&#8217;ordine di diventare Dio&#8221;, afferma San Basilio. E Sant&#8217;Atanasio incalza: &#8220;Dio si è fatto uomo affinché l&#8217;uomo potesse diventare Dio secondo la grazia&#8221;. Per questo &#8220;il Verbo si è fatto carne, perché noi potessimo ricevere lo Spirito Santo&#8221;<br />
Questo &#8220;diventare Dio secondo la grazia&#8221; esprime un dono e una responsabilità, una chiamata e una risposta. Il dono è il Battesimo, la risposta è il cammino del nostro mondo interiore, è il lavoro quotidiano dell&#8217;anima. Mediante l&#8217;acqua del Battesimo, il peccato originale viene cancellato e il credente diventa immagine di Cristo, riceve la sua bellezza. Ma, a sua volta, nel corso dell&#8217;esistenza terrena, egli deve far risplendere questa originaria bellezza rendendola sempre più somigliante al supremo Modello: &#8220;La creazione dell&#8217;uomo è fatta per Lui (Cristo), affinché l&#8217;uomo non potesse essere separato dal suo modello&#8221; (San Gregorio Palamas, Omelia per la festa delle luci, 7).<br />
Sta qui il compito che discende dal dono ricevuto. Sotto il fuoco dello Spirito Santo, ogni battezzato deve far suoi i sentimenti del Signore, imparando a pensare con il suo pensiero e ad amare con il suo cuore, per vivere da figli nel Figlio: &#8220;Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù&#8221; (Filippesi 2,5). Questo cammino di conformazione spirituale e ascetica a Gesù, di appartenenza radicale a Lui, si chiama &#8220;vita spirituale&#8221;: essa è &#8220;spirituale&#8221; perché è implicato il nostro spirito immortale, l&#8217;anima con la sua libertà; è &#8220;spirituale&#8221; perché è un caminare secondo lo Spirito Santo che abbiamo ricevuto nel Battesimo e poi nella Santa Cresima: &#8220;In verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito non può entrare nel Regno di Dio. Quel che è nato da carne è carne e quel che è nato da Spirito è spirito&#8221; (Giovanni 3, 5-6). E San Paolo ribadisce: &#8220;Camminate secondo lo Spirito (&#8230;) se pertanto viviamo secondo lo Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito&#8221; (Galati 5,16).<br />
Ma chi è lo Spirito Santo? Lo Spirito, come sapete, non è qualcosa ma Qualcuno. E&#8217; Dio! I misteri principali della nostra fede, come ci ricorda il Catechismo della Chiesa Cattolica, sono due: l&#8217;unità e la trinità di Dio, e poi l&#8217;incarnazione-passione-morte e risurrezione di Gesù. Il Santo Padre Benedetto XVI, a Genova, ebbe a dire: &#8220;Gesù ci ha manifestato il volto di Dio, uno nell&#8217;essenza e trino nelle persone: Dio è Amore, Amore Padre – Amore Figlio – Amore Spirito Santo. Ed è proprio nel nome di questo Dio che l&#8217;Apostolo Paolo saluta la comunità di Corinto, e saluta tutti noi:  (2 Cor 13,13)&#8221; (Omelia Genova, 18.5.2008). Il vento non si vede, ma se ne vedono gli effetti: così la Sacra Scrittura, parlando dello Spirito Santo, usa immagini diverse per descriverne l&#8217;efficacia. Ecco allora l&#8217;immagine dell&#8217;acqua che feconda l&#8217;anima; il fuoco che la riscalda e la illumina; il vento che – impetuoso o leggero – la muove e la conduce; l&#8217;olio che la penetra e le dà bellezza, vigore e coraggio; la colomba che le dona il bene della riconciliazione e della pace.</p>
<p>3. Il Protagonista della vita spirituale</p>
<p>Essere figli di Dio è una grazia, ma vivere da figli è una responsabilità. Viene da chiederci: ce la farò? E&#8217; per me? L&#8217;esperienza ricorrente della mia debolezza e dei mie peccati, non mi</p>
<p>suggeriscono di lasciar perdere? Di arrendermi? La santità, meta della vita secondo lo Spirito, è affascinante ma troppo ardua, fuori della mia portata. Far miei i sentimenti di Gesù e vivere secondo il suo pensiero è fuori della misura umana. Non si può vivere con la sensazione di ricominciare sempre da capo, di non stringere mai nulla, di non vedere risultati. E&#8217; frustrante!<br />
Il demonio è intelligente e astuto. Sa che il nostro scoraggiamento è la sua vittoria. Parte da elementi di verità e trae conclusioni false. Infatti, non dobbiamo dimenticare che il primo e principale protagonista della vita spirituale non siamo noi, ma lo Spirito Santo. E&#8217; Lui che, nel Battesimo, ha modellato nell&#8217;anima il volto di Gesù. Ed è Lui che continua ad accompagnarci perché quel volto emerga nella nostra umanità e risplenda. Ricordiamo ancora le parole di Sant&#8217;Atanasio: &#8220;Il Verbo si è fatto carne perché noi potessimo ricevere lo Spirito Santo&#8221;. E le mani invisibili dello Spirito non sono mai inerti, ma sempre all&#8217;opera. Per tale ragione, la fiducia non deve mai venir meno. Nulla della nostra fragilità, neppure i nostri peccati, deve gettarci nello scoraggiamento e farci arrendere nella costruzione dell&#8217;uomo interiore. Assolutamente nulla! La potenza dello Spirito è più forte della nostra debolezza; ma dobbiamo lasciarlo agire! Entra così in gioco il secondo protagonista: la nostra libertà e quindi il nostro personale impegno: &#8220;Dovete deporre l&#8217;uomo vecchio con la condotta di prima, l&#8217;uomo che si corrompe dietro alle passioni ingannatrici e dovete rinnovarvi nello spirito della vostra mente e rivestire l&#8217;uomo nuovo (Efesini 4, 22-23).</p>
<p>4. Le sorgenti della vita spirituale</p>
<p>Abbiamo visto che la fede è l&#8217;incontro con Cristo, con l&#8217;incanto della sua persona. E la vita cristiana è vivere riferiti a Lui, vivere con Lui, per Lui, di Lui. Il suo volto ci è stato donato dalle mani dello Spirito nell&#8217;acqua del Battesimo. Da questo intimo rapporto nasce il desiderio, prima ancora che il compito, di vivere lasciandoci amare da Cristo e amandolo. Quale avventura più grande? Nasce il desiderio di modellare il nostro volto sul suo volto perché risplenda di bellezza. Ecco la vita spirituale, la vita della grazia. Abbiamo visto che il grande protagonista è lo Spirito stesso che è più forte della nostra debolezza. Per questo non dobbiamo scoraggiarci mai.<br />
Ma ora ci chiediamo: ci sono delle sorgenti a cui attingere la luce, la forza, la pace, la fecondità, la riconciliazione dello Spirito di Cristo? Dei luoghi privilegiati che il Signore ha confidato alla Chiesa perché li custodisse e li offrisse ai credenti? Sappiamo che è così.</p>
<p>4.1 &#8220;Tu hai parole di vita eterna&#8221; (Giovanni 6,67). Nel grande mercato delle parole, l&#8217;uomo cerca la Parola come il mercante cerca la perla preziosa. La Parola di cui il mondo ha bisogno riguarda il senso ultimo di questo straordinario e fragile universo, della nostra tormentata storia. L&#8217;uomo cerca la luce sulla morte e sul dolore, specialmente quando bussa la porta della nostra casa. E&#8217; la Parola di Dio – la Bibbia &#8211; letta sempre nella Chiesa e con la Chiesa, la prima sorgente della vita dell&#8217;anima, tanto che fa esclamare all&#8217;agnostico André Gide: &#8220;Non perché mi sia stato detto che tu eri il Figlio di Dio ascolto la tua parola; ma la tua parola è bella al di sopra di ogni parola umana e da ciò riconosco che sei il Figlio di Dio&#8221;!</p>
<p>4.2 Come sulla via di Emmaus, non basta essere ammaestrati dalla Parola del Signore: perché l&#8217;incontro e la conoscenza con Lui si compiano è necessario entrare nel mistero della preghiera. Mentre le Sacre Scritture ci svelano il mistero di Cristo, la preghiera personale esprime il dialogo con lui, e i Sacramenti – in particolare la divina Eucaristia – ci introducono tra le braccia del Risorto. Camminare nello Spirito richiede ogni giorno un piccolo tempo dedicato alla preghiera personale, senza lasciarci impressionare dalla semplicità e a volte dalla povertà della nostra preghiera. La cosa decisiva è credere che attraverso questi momenti di orazione, piccoli ma quotidiani, lo Spirito Santo modella la nostra anima e la configura al volto di Gesù.</p>
<p>Ma la preghiera delle preghiere è la Santa Messa, il Sacrificio divino, &#8220;fonte e culmine di tutta la vita cristiana&#8221; (Lumen gentium 11). Nell&#8217;Eucaristia vi è tutto il bene della Chiesa, lo stesso Cristo Gesù, e nella partecipazione alla Messa offriamo al Padre, insieme al sacrificio di Cristo, le gioie e le pene della vita, le difficoltà e le speranze, perché tutto si riempia di senso e acquisti valore per il tempo e per l&#8217;eternità. L&#8217;Eucaristia partecipata e adorata resta veramente il cuore e il fondamento vivo del nostro cammino di cristiani. Gesù, il Maestro che ci ha chiamati per nome alla sua sequela, ci invita a seguirlo anche dentro al mistero eucaristico. Non si tratta – lo comprendiamo – della Messa domenicale – questa è scontata &#8211; ma della Messa quotidiana, della adorazione al Santissimo Sacramento!</p>
<p>4.3 E che dire del sacramento della riconciliazione o del perdono? &#8220;Siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e nello Spirito del nostro Dio&#8221; (1 Corinti 6,11). Vivere da cristiani è avvincente ma arduo, significa andare spesso contro corrente, anche contro noi stessi: non di rado siamo incoerenti. Il Signore Gesù, nella confessione sacramentale, ci fa scoprire e gustare il suo cuore compassionevole e ci riconcilia pienamente a sé (è la grazia santificante). Ci dona anche una grazia tutta particolare per riprendere il cammino spirituale con fiducia e vigore (è la grazia sacramentale). La vita dell&#8217;anima non può prescindere dalla confessione frequente e ben preparata attraverso l&#8217;esame di coscienza, il dolore dei propri peccati, e il proposito sincero di migliorarci con la grazia dello Spirito.<br />
Vivere secondo lo Spirito è esaltante e concreto! San Paolo ha lasciato anche un &#8220;test&#8221; di verifica molto prezioso: &#8221; Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete più sotto la legge. Del resto le opere della carne sono ben note: fornicazione, impurità, libertinaggio, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere (&#8230;) Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé&#8221; (Galati, 5, 18-22).</p>
<p>5. Conclusione</p>
<p>Cari amici, sono solo alcune considerazioni che offro alla vostra riflessione. Dovremmo aggiungerne altre per completare il richiamo alle &#8220;sorgenti della vita spirituale&#8221;, come ad esempio la carità nelle sue diverse forme, la conoscenza di noi stessi, l&#8217;ascesi, la devozione filiale a Maria Santissima, l&#8217;amore alla Chiesa nostra Madre e Maestra, la testimonianza e l&#8217;evangelizzazione che vedremo nella seconda catechesi.<br />
Mi è caro concludere con la testimonianza dell&#8217;anima appassionata di un convertito, Giovanni Papini. Nella sua accorata preghiera a Gesù dice: &#8220;Se non fai sentire la tua voce sopra il loro capo e la tua voce nei loro cuori, seguiteranno a cercare solo se stessi senza trovarsi, perché nessuno si possiede se non ti possiede (&#8230;)Noi ti preghiamo dunque, o Cristo, (&#8230;) noi gli ultimi ti aspettiamo. Ti aspetteremo ogni giorno a dispetto della nostra indegnità e d&#8217;ogni impossibile. E tutto l&#8217;amore che potremo torchiare dai nostri cuori devastati sarà per te, Crocifisso, che fosti tormentato per amore nostro e ora ci tormenti con tutta la potenza del tuo implacabile amore&#8221; (Storia di Cristo).</p>
<p align="right"><span style="font-size:x-small;"><strong>Angelo Card. Bagnasco</strong></span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="font-size:x-small;"><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-60" title="dsc01573" src="http://ictys.files.wordpress.com/2008/06/dsc01573.jpg?w=450&#038;h=672" alt="dsc01573" width="450" height="672" /><br />
</strong></span></p>
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		<title>Perle di saggezza &#8211; L&#8217;anima immortale</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Nov 2008 22:08:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfrancotaormina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Omelie]]></category>
		<category><![CDATA[Perle di Saggezza]]></category>
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		<description><![CDATA[Santa Messa in commemorazione dei fedeli defunti con i Parroci della Città
Genova, Cimitero di Staglieno,
2 novembre 2008
Cari Fratelli e Sorelle nel Signore!
La Commemorazione dei fedeli defunti ci sollecita, come ogni anno, a farci discepoli attenti e pensosi. I defunti, infatti, ci parlano della serietà della morte e della preziosità della vita terrena. Oggi, in modo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ictys.wordpress.com&blog=3815702&post=79&subd=ictys&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span class="documenti_sottotitolo">Santa Messa in commemorazione dei fedeli defunti con i Parroci della Città</span></p>
<p style="text-align:right;">Genova, Cimitero di Staglieno,<br />
2 novembre 2008</p>
<p>Cari Fratelli e Sorelle nel Signore!<br />
La Commemorazione dei fedeli defunti ci sollecita, come ogni anno, a farci discepoli attenti e pensosi. I defunti, infatti, ci parlano della serietà della morte e della preziosità della vita terrena. Oggi, in modo particolare, se non di rado la morte è fatta spettacolo, per altro verso si propaga l&#8217;illusione dell&#8217;eterna giovinezza spingendo a utilizzare ogni via per apparire a se stessi, prima ancora che agli altri, giovani ed efficienti. L&#8217;uomo è desiderio di vita – ben lo sappiamo – mentre la morte si avvicina inesorabile. In questo grande Cimitero – dormitorio dei defunti, i grandi dormienti in attesa della risurrezione finale &#8211; vogliamo farci ascoltatori attenti.</p>
<p>Innanzitutto l&#8217;uomo non è solo il suo corpo, ma è il suo spirito. E&#8217; questo un dato della fede, ma è anche un&#8217;esperienza alla portata di tutti. Una certa mentalità induce a usare gli altri anziché incontrarli come un mistero che merita rispetto e venerazione: usarli per esserne soddisfatti sul piano fisico o psicologico, per trarne dei vantaggi. Ciò può accadere non solo nel mondo del lavoro, ma anche in quello degli affetti dove la ricerca di sé e del proprio piacere può sempre insidiare i rapporti. Tutto, infatti, si può ridurre alla dimensione fisica e psicologica. Ma se si fa l&#8217;esperienza vera dell&#8217;amore e dell&#8217;amicizia, allora si comprende, vorrei dire si tocca con mano, che la persona amata è molto più grande di ciò che appare di lei, è una ricchezza che non si esaurisce mai, in nessuna delle sue espressioni: fisiche, emotive, intellettuali. Si giunge alla certezza che quel mondo così profondo e ricco che è ogni persona, che suscita in noi il meglio di noi stessi, che ci fa scoprire la nobiltà dell&#8217;anima, gli ideali più alti della dedizione e del sacrificio, ebbene quel mondo non può essere destinato al nulla, ma merita di rimanere per sempre. Non è forse questo il sentimento, l&#8217;intima convinzione che ci spinge ogni volta a venire alle tombe dei nostri cari dalle quali sentiamo promanare questo messaggio? Il messaggio che ogni uomo ha l&#8217;anima e questa è immortale, vive oltre la morte corporale, vive nel grembo eterno di Dio, grembo che è il nostro vero destino.</p>
<p>Se l&#8217;uomo vive senz&#8217;anima, senza la prospettiva dell&#8217;eternità, allora tutto si ripiega nell&#8217;angusto orizzonte della vita terrena, il presente diventa tutto per lui fino a diventare lui stesso. Ogni giorno del calendario che cade, è percepito come una diminuzione di sé, come un attentato alla sua sete di vivere, una possibilità in meno di soddisfazione e di godimento dei giorni contati che sono l&#8217;esistenza di ciascuno.<br />
Cari amici, il tempo presente – come è successo in altre epoche della storia – vuole farci dimenticare l&#8217;anima, come se questa fosse una favola consolatoria per gente che è debole di fronte alla dura realtà della vita. Ma così non è: è la fede che ci dice questo, ma è anche l&#8217;esperienza universale. Sapere che l&#8217;uomo non è un grumo di materia condannato a disfarsi per sempre, ma è una scintilla dello spirito destinata all&#8217;eternità, cambia radicalmente la vita. Tutto si legge e si giudica diversamente, diventa relativo non al nostro piacere immediato, ma alla vita eterna alla quale siamo chiamati a prepararci con la preghiera e le opere buone.<br />
Anche i rapporti cambiano, diventano più gratuiti nel segno della generosità senza interessi, nel segno del prendersi cura degli altri. La concezione stessa della società muta: non è il luogo dove solo arginare gli istinti perché il mondo sia vivibile, ma – ben di più – perché sia il luogo dove ognuno si senta a casa. Preghiamo per le anime dei defunti, specialmente per quelle per le quali nessuno prega. Esse pregano per noi, perché non dimentichiamo di curare le nostre anime.</p>
<p align="right"><span style="font-size:x-small;"><strong>Angelo Card. Bagnasco</strong></span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="font-size:x-small;"><strong><a href="http://ictys.files.wordpress.com/2008/11/bagnasco_foto.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-80" title="bagnasco_foto" src="http://ictys.files.wordpress.com/2008/11/bagnasco_foto.jpg?w=450&#038;h=644" alt="bagnasco_foto" width="450" height="644" /></a><br />
</strong></span></p>
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		<title>Ciao Gabriel, ci vediamo!</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 09:03:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfrancotaormina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Testimonianze di vita reale]]></category>
		<category><![CDATA[Don]]></category>
		<category><![CDATA[Gabriel]]></category>
		<category><![CDATA[Grazie]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci siamo conosciuti&#8230;otto anni fa? Ci siamo vissuti, scontrati, capiti, aiutati.
Mi hai insegnato tante cose, come essere giovane, buono, fedele a Dio.
Mi hai insegnato cosa vuol dire pregare.
Mi hai insegnato cosa vuol dire servire.
Mi hai insegnato qualcosa che solo ora ho capito: quanto è bello essere uniti a Dio, che unisce tutti, vicini e lontani.
Mi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ictys.wordpress.com&blog=3815702&post=77&subd=ictys&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Ci siamo conosciuti&#8230;otto anni fa? Ci siamo vissuti, scontrati, capiti, aiutati.</p>
<p>Mi hai insegnato tante cose, come essere giovane, buono, fedele a Dio.</p>
<p>Mi hai insegnato cosa vuol dire pregare.</p>
<p>Mi hai insegnato cosa vuol dire servire.</p>
<p>Mi hai insegnato qualcosa che solo ora ho capito: quanto è bello essere uniti a Dio, che unisce tutti, vicini e lontani.</p>
<p>Mi hai insegnato come Dio sia la risorsa iniziale e quella finale.</p>
<p>Mi hai insegnato a rispettare la vita.</p>
<p>Mi hai insegnato ad essere me stesso.</p>
<p>Mi hai insegnato ad essere calmo e ponderato.</p>
<p>Mi hai fatto conoscere la devozione allo Spirito Santo.</p>
<p>Infine, mi hai fatto diventare un uomo.</p>
<p>Da troppo tempo non ci vedevamo.</p>
<p>Da troppo, desideroso di migliorare la mia vita incasinata, tu non c&#8217;eri e io non ti ho cercato come avrei dovuto.</p>
<p>Ora, ti prego Don, lo so che avrai un sacco di cose belle da fare da lassù, ma per favore, rivolgi, assieme ad Itala Mela, alla Santa Vergine e allo Spirito Santo, uno sguardo su di me, tirami qualche pedata e rimettimi in carreggiata. Ho bisogno di rimettere chiarezza e ordine nella mia vita disordinata sia spiritualmente che materialmente, e forse, solo tu puoi farlo.</p>
<p>Grazie di esistere!</p>
<p>Arrivederci<br />
Gian</p>
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		<title>Ci scusiamo</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Sep 2008 09:36:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfrancotaormina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo fermi da davvero parecchio tempo oramai, ma l&#8217;università mi ha portato via parecchie cose, mi ha portavo via un pò di Cristo e mi ha allontanato da questo sito, mi ha tolo molto tempo alla preghiera. So che è una cosa sbagliatissima e bruttissima, ma è il grande guaio dell&#8217;università.
Riprenderò quanto prima a scrivere [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ictys.wordpress.com&blog=3815702&post=75&subd=ictys&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Siamo fermi da davvero parecchio tempo oramai, ma l&#8217;università mi ha portato via parecchie cose, mi ha portavo via un pò di Cristo e mi ha allontanato da questo sito, mi ha tolo molto tempo alla preghiera. So che è una cosa sbagliatissima e bruttissima, ma è il grande guaio dell&#8217;università.</p>
<p>Riprenderò quanto prima a scrivere su queste pagine, garantisco comunque la celere risposta ai vostri commenti.</p>
<p>Scusandomi nuovamente vi auguro la pace e l&#8217;amore fraterno.</p>
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		<title>Il Santo del Giorno</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jun 2008 10:32:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfrancotaormina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Santi]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio]]></category>
		<category><![CDATA[Padova]]></category>
		<category><![CDATA[Santo]]></category>

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		<description><![CDATA[Sant&#8217;Antonio di Padova
Sacerdote e Dottore della Chiesa
Nacque a Lisbona, in Portogallo, verso la fine del secolo XII. Accolto tra i canonici regolari di Sant&#8217;Agostino, poco dopo l&#8217;ordinazione Sacerdotale passò ai frati Minori per dedicarsi all&#8217;evangelizzazione dei popoli africani. Svolse il compito della predicazione con gran frutto in Francia ed in Italia e convertì molti eretici.
Fu [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ictys.wordpress.com&blog=3815702&post=73&subd=ictys&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;"><strong>Sant&#8217;Antonio di Padova</strong><br />
<em>Sacerdote e Dottore della Chiesa</em></p>
<p>Nacque a Lisbona, in Portogallo, verso la fine del secolo XII. Accolto tra i canonici regolari di Sant&#8217;Agostino, poco dopo l&#8217;ordinazione Sacerdotale passò ai frati Minori per dedicarsi all&#8217;evangelizzazione dei popoli africani. Svolse il compito della predicazione con gran frutto in Francia ed in Italia e convertì molti eretici.<br />
Fu il primo del suo Ordine ad insegnare teologia ai confratelli. Scrisse celebri omelie, ricche di profonda dottrina. Morì a Padova nel 1231</p>
<p>Per chi è solito recitare la liturgia delle ore, potete usare quella tratta dal Comune degli apostoli. Utilizzate l’orazione seguente</p>
<p><strong>Orazione</strong></p>
<p>Dio onnipotente ed eterno, che in Sant&#8217;Antonio di Padova hai dato al tuo popolo un insigne predicatore e un patrono dei poveri e dei sofferenti, fa&#8217; che per sua intercessione seguiamo gli insegnamenti del vangelo e sperimentiamo nella prova il soccorso della sua misericordia. Per il nostro Signore…</p>
<p style="text-align:center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-74" src="http://ictys.files.wordpress.com/2008/06/sanxt7pe4.jpg?w=237&#038;h=300" alt="Sant\'Antonio" width="237" height="300" /></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/ictys.wordpress.com/73/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/ictys.wordpress.com/73/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ictys.wordpress.com/73/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ictys.wordpress.com/73/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ictys.wordpress.com/73/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ictys.wordpress.com/73/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ictys.wordpress.com/73/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ictys.wordpress.com/73/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ictys.wordpress.com/73/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ictys.wordpress.com/73/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ictys.wordpress.com/73/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ictys.wordpress.com/73/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ictys.wordpress.com&blog=3815702&post=73&subd=ictys&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>San Barnaba</title>
		<link>http://ictys.wordpress.com/2008/06/11/san-barnaba/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Jun 2008 22:14:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianfrancotaormina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apostoli]]></category>
		<category><![CDATA[Barnaba]]></category>
		<category><![CDATA[Santo]]></category>

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		<description><![CDATA[San Barnaba
 Apostolo
Nato nell&#8217;isola di Cipro, fu tra i primi fedeli di Gerusalemme; predicò ad Antiochia e fu compagno di San Paolo nel suo primo viaggio apostolico. Fu presente al Concilio di Gerusalemme. Ritornato in patria, vi predicò il Vangelo e vi  morì.
Per chi è solito recitare la liturgia delle ore, potete usare quella [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ictys.wordpress.com&blog=3815702&post=71&subd=ictys&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;"><strong>San Barnaba</strong><br />
<em> Apostolo</em></p>
<p>Nato nell&#8217;isola di Cipro, fu tra i primi fedeli di Gerusalemme; predicò ad Antiochia e fu compagno di San Paolo nel suo primo viaggio apostolico. Fu presente al Concilio di Gerusalemme. Ritornato in patria, vi predicò il Vangelo e vi  morì.</p>
<p>Per chi è solito recitare la liturgia delle ore, potete usare quella tratta dal Comune degli apostoli. Utilizzate l’orazione seguente</p>
<p><strong>Orazione</strong></p>
<p>O Dio, che hai scelto San Barnaba, pieno di fede e di Spirito Santo, per convertire i popoli pagani, fa&#8217; che sia sempre annunziato fedelmente, con la parola e con le opere, il Vangelo di Cristo, che egli testimoniò con coraggio apostolico. Per il nostro Signore…</p>
<p style="text-align:center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-72" src="http://ictys.files.wordpress.com/2008/06/23350g.jpg?w=210&#038;h=300" alt="San Barnaba" width="210" height="300" /></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/ictys.wordpress.com/71/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/ictys.wordpress.com/71/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ictys.wordpress.com/71/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ictys.wordpress.com/71/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ictys.wordpress.com/71/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ictys.wordpress.com/71/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ictys.wordpress.com/71/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ictys.wordpress.com/71/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ictys.wordpress.com/71/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ictys.wordpress.com/71/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ictys.wordpress.com/71/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ictys.wordpress.com/71/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ictys.wordpress.com&blog=3815702&post=71&subd=ictys&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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